Una mostra per celebrare i 40 anni dalla scomparsa di Totò. Così Nettuno, nella splendida cornice rinascimentale del Forte Sangallo, ha voluto ricordare il grande Antonio De Curtis e rendergli omaggio attraverso le opere di 25 artisti tra pittori e scultori. Realizzata grazie all’impegno di Mimmo Pugliese con il patrocinio del comune di Nettuno ed in collaborazione con la Pro Loco di Nettuno, l’esposizione raccoglie, oltre a dipinti e sculture, anche fotografie e materiale d’epoca, segno tangibile del passaggio di Totò. Già, perché questa non è la prima volta a Nettuno per il principe della risata. Nel 1952, infatti, la città fu scelta dal regista Steno per le riprese de “l’uomo, la bestia e la virtù”, pellicola ispirata all’omonima commedia di Luigi Pirandello ed alla quale la Ponti–De Laurentis decise di dare un’impronta internazionale, chiamando a recitare accanto a De Curtis due stelle di fama mondiale come Orson Welles e Viviane Romance. Proprio a quel periodo risalgono le numerose fotografie che ricoprono un’intera parete della sala d’ingresso della mostra e tra le quali ne spicca una che ritrae il grande Totò accanto ad una bambina “è la signora Casciello” ci racconta Mimmo Pugliese “figlia di un ex maresciallo dei carabinieri di Anzio” e va avanti “si tratta di una delle fotografie rinvenute negli archivi storici della città e che ci mostrano De Curtis in giro per le strade di Nettuno nel 1952 durante le riprese del film”. Sulla parete di fronte invece, sono affisse alcune delle sue poesie più note “molti visitatori ci hanno chiesto delle copie” ci confessa Pugliese “noi cerchiamo di accontentare tutti, ma abbiamo dovuto farne tantissime fotocopie” sorride “ qui arriva moltissima gente, abbiamo inaugurato la mostra il 7 agosto e in soli 4 giorni abbiamo avuto circa 1000 presenze, per questo pensiamo di prorogarla”. Al centro dell’ingresso si trova l’opera dello scultore Cristiano Tammaro, una raffigurazione originalissima del Vesuvio dal cui cratere schizza fuori Totò in un’esplosione di colori. Continuando la passeggiata tra le stanze del castello è possibile ammirare tre opere del maestro Corrado Romualdo oltre ad alcune realizzazioni di arte grafica dello stesso Pugliese e diversi contributi di artisti Napoletani che hanno voluto partecipare alla mostra testimoniando così il loro affetto per De Curtis. Il grande successo di questa esposizione dimostra ancora una volta l’attaccamento della gente ad un artista che fu molto più di un semplice attore, ma il vero e proprio simbolo di un’epoca italiana. Brillante, bizzarro, a volte così assurdo eppure sempre così umano, Antonio De Curtis fu in grado di coinvolgere intere generazioni grazie ad una lunghissima e brillante carriera, durante la quale girò più di 100 pellicole, scrisse decine di poesie e diverse canzoni. Proprio sulle note di una delle sue più belle canzoni, “Malafemmena”, terminiamo il nostro viaggio alla scoperta di Totò, volgendo ancora una volta lo sguardo a quel paesaggio e immaginando lui tanti anni fa, col suo cappello in testa ed il sorriso ironico, intento a scrutare l’orizzonte. (Daria Baietti)
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